Tutto si trasforma

IL senso in cui usiamo il termine “ecologico” è associato a una scuola filosofica specifica, fondata nei primi anni settanta dal filosofo norvegese Arne Naess ( 1912-2009), e prevede la distinzione fra ecologia ” uperficiale” e ” profonda”.

L’ecologia superficiale è antropocentrica, centrata sull’essere umano,pone gli esseri umani al di sopra o al di fuori della natura e li considera come sorgente di tutti i valori,attribuendo alla natura solo un valore strumentale o “d’uso”.

L’ecologia profonda,invece,non separa gli esseri umani dall’ambiente naturale e non vede il mondo come una serie di oggetti isolati ma come una rete di fenomeni interconnessi e interdipendenti.

L’ecologia profonda riconosce il valore intrinseco degli esseri viventi e considera gli esseri umani solo come uno dei tanti elementi nella rete della vita.

In ultima istanza, la consapevolezza ecologica profonda è una consapevolezza spirituale.

“L’essenza dell’ecologia profonda” scrive Arne Naess ” è porsi domande più profonde” Questa è l’essenza del cambiamento di paradigma.